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Progetto Dialoghi tra città Stultiferanavis

francia/italia Stultiferanavis
dialoghi 2-1

















DIALOGHI TRA CITTA’


Julie Linquette, Alessandra Amicarelli


La Compagnia, fondata nel 2002 da Alessandra Amicarelli (scenografa-marionettista) e Julie Linquette (drammaturga), E' anche composta da Francesca Casolani (pittrice-performer) e Maria Celeste Taliani (video-artista). Uniscono le loro estetiche per creare insieme spettacoli, performances e installazioni di teatro di figura, con un’attenzione particolare ai linguaggi artistici contemporanei e alle forme sceniche sperimentali. In quanto medium artistico, la marionetta, o figura, esprime le nostre emozioni e i nostri pensieri. In quanto oggetto infuso di anima, riflette tanti dei nostri miti, concentra in sÅ tante delle nostre paure, delle nostre proiezioni più primitive e riattiva il principio fondamentale dell’immaginazione e dello stupore.

Sabato 20 ore 24,00
Teatro del Lavoro


Dialoghi tra città
E’ pensato come un percorso di creazione a tappe per mettere in dialogo frammenti di cittł diverse partendo dal punto di vista degli abitanti: narrazioni di vissuti e ricordi, percezioni al presente, proiezioni sul futuro. Voci di chi in cittł Å nato, di chi l’ha vista cambiare, di chi ne possiede la memoria storica. Voci di chi Å arrivato in una cittł lasciando qualcosa d’altro, di chi ha dovuto modificare la propria percezione, le proprie abitudini, i propri punti di riferimento Voci di chi vive la cittł come un contenitore di esperienze e incontri, di chi la percepisce come casa comune, di chi la abita con attenzione e inventiva Voci che sono anche quelle della cittł: i suoi ritmi, brontolii, ronzii, fruscii Suoni e rumori che si intrecciano con le parole, i pensieri, le memorie di chi anima e muove le cittł con la sua presenza. Dialoghi tra cittł: per indagare somiglianze e differenze tra territori distanti, ma tenuti insieme dal continuo movimento dell’essere umano. Il progetto prevede, per ogni tappa, una prima fase laboratoriale e partecipativa con persone locali. Un momento privilegiato di incontro tra artisti e cittadini, per intrecciare un dialogo sulle esperienze di vita cittadina, proponendo risorse espressive per dare corpo e forma alle narrazioni raccolte. Pensato come momento di scambio artistico e umano, il laboratorio vuole offrire a ogni persona che vi partecipa, la possibilitł di venire a contatto con l’arte del teatro di marionette contemporaneo, come linguaggio al centro delle arti: musica, pittura, fotografia, video, scrittura, azione drammatica e scenografica, sculturaUn approccio pluridisciplinare alle arti teatrali e alla narrazione in particolare. Dopo questo primo momento di incontro, gli artisti propongono al pubblico una scrittura scenica (spettacolo) come restituzione dei materiali raccolti. Una narrazione attraverso le parole, ma anche attraverso le marionette, le immagini fotografiche, i suoni.

Sabato 27 ore 17,00
Cortile Fenulli



Equipe artistica

Alessandra Amicarelli (Italia): marionettista, scenografa, regista
Julie Linquette (Francia): scrittrice
Francesca Casolani (Italia): pittrice-performer
Fabian Legay (Francia): fotografo
Simone Armini (Italia): musicista
Stefania Bettuzzi (Italia): atelierista
Bruno Mastan (Romania): attore marionettista
Daria Ganescu (Romania): attore marionettista

per adulti
30 min

Libri: Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare

Presentazione Libri
collim












Incontro con
ISTITUTO PER I BENI MARIONETTISTICI
E IL TEATRO POPOLARE



L’Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare ha avviato in questi ultimi anni un’intensa attivitł editoriale, volta a colmare un vuoto di studi e di documentazione.
Le collane “Linea teatrale” e “Archivio Gian Renzo Morteo” vogliono essere uno strumento aperto per tutti coloro che si occupano di teatro popolare, dai burattini al circo alle molteplici forme di teatralit
ł spontanea.



Alfonso Cipolla e Giovanni Moretti presenteranno gli ultimi volumi pubblicati:

- Paolo Stratta, Il teatro di strada in Italia. Una piccola tribù corsara: dalle piazze alle piste del circo, prefazione di Giuliano Scabia, Titivillus, Corazzano 2008.

- Armando Mottura, Pinin Pacot,
Mayno, il brigante della Spinetta. Un soggetto cinematografico, a cura di Giovanni Moretti, interventi di Franco Castelli, Silvia Corsi, Franco Prono, Seb 27, Torino 2008.

- Giulio Moln
àr, Teatro d’oggetti. Appunti, citazioni, esercizi, raccolti da Giulio Molnàr, prefazione di Alfonso Cipolla, posfazione di Giovanni Moretti, Titivillus Edizioni, Corazzano 2009.

- Mario Bianchi,
Atlante del Teatro Ragazzi in Italia, presentazione di Giovanni Moretti, introduzione critica di Pier Giorgio Nosari, Titivillus Edizioni, Corazzano 2009.

Domenica 21 ore 18,30
Teatro del Lavoro



Laboratorio Teatro Oggetti Animati El Chonchòn

Carlos Piñero
Miguel Oyarzùn

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El Chonchòn
Laboratorio TEATRO DI OGGETTI ANIMATI

La compagnia in questo laboratorio toglie il lavoro con le figure da quell’alone di fattore puramente tecnico, che rasenta il bricolage, per inserirlo a pieno titolo in un lavoro di dignità teatrale in cui, rispettando le specificitł del burattino o della marionetta, l’elemento scenico parte dalla persona, dall’essere umano che deve traslare l’essenza di se stesso in un essere, di per sÄ, inanimato. L’esperienza del duo Carlos Piñero e Miguel Oyarzùn è delle più consolidate nel panorama mondiale, di fatto rappresentano in ogni loro spettacolo un pezzo delle umane debolezze viste da un’angolazione divertita e auto ironica.Nel laboratorio gli stagisti potranno cogliere gli ingredienti utili per fare un teatro di figura di altissimo livello.

Chonciśn- è un candelabro, una scatola di pelati o di pesche sciroppate a la quale si fa una maniglia e le si mette all’interno una candela per illuminre il cammino. Veniva usato dai contadini del sud del Cile, anche se in un romanzo sulle saline del nord, si parla anche li del Chonchśn, un’usanza quindi che si estende a tutto il paese. Ha anche un altro significato, quello di uno stregone della mitologia del sud, ma la nostra compagnōa si chiama cosō per il candil. Da bambini, con mio fratello, giocavamo a fare “chonchones”, ci nascondevamo, ci illuminavamo, ci mettevamo ad altezze diverse. Quando venne la democrazia, al mio ritorno dell’estero, tornai a vivere per due anni in Cile (anche se gran parte di questo tempo lo passai in tournèe per l’Argentina). In quell tempo, un tal signore Avila, che lavorava con alcolisti anonimi, ci invitś a fare un progetto con i suoi pazienti. Durante una cena, parlando con lui di politica e di quanto ci fosse difficile inserirci in Cile con i burattini, ci disse ame e mio fratello: “Nel vostro cammino culturale avete bisogno di un buon “chonchòn” per illuminarvi. E’ cosō che ci accorgemo che la compa¢ōa, che fino ad allora aveva avuto un altro nome, si sarebbe chiameata El Chonchśn.
Quando facciamo dei laboratori; diciamo che il burattino a guanto è quello più limitato nel suo movimento. Questo perchÅ la gente st
ł imparando a manipolarlo. Ma man mano che ricerchiamo, quando facciamo una scena e vogliamo che il burattino faccia qualcosa che apparentemente non puś perchè, per esempio, non ha le gambe, gliele aggiungiamo e inventiamo un giochetto perchè appaiano. E se possiamo portarlo fuori del teatrino, lo portiamo. In questo momento stiamo preparando uno spettacolo nel quale un burattino deve saltare o volare, per cui inventeremo un altro burattino con bacchette e lo faremo saltare. Uno puś mettere di tutto. Con il tempo abbiamo capito che le possibilitł si sono infinite.

Da sabato 20 a mercoledì 24



Jimmy Davies come t'intaglio il legno

Jimmy Davies


CORSO PRATICO DI INTAGLIO SU LEGNO
DI TESTA E MANI DI UN BURATTINO A GUANTO

Jimmy.2

jimmy.2 copia



Disegno della testa (riflessione sul carattere) e del suo profilo da trasferire sul pezzo di legno. Intaglio con sgorbie che l’allievo deve procurarsi (per chi è interessato seguiranno, a richiesta, indicazioni) rifinitura e accenni sulla colorazione.

Da mercoledì 24 a sabato 27
10/13 e 14/16,30 Cortile Fenulli



Bianca e ... Anna e IL CANTIERE DEI BURAMBINI

BIANCA E ... ANNA
IL CANTIERE DEI BURAMBINI



anna.2 bianca












Nel piccolo laboratorio della burattinaia si condurranno i bambini nella costruzione di una figura usando materiali dimenticati nei cassetti e nei vecchi bauli, usando per la crazione tecniche semplici volti a ritrovare una naturale manualità e fantasia.

.......C’era una volta la famiglia dei Burambini.
C’era mamma Burambini con il grembiule sporco di farina e schizzi di sugo, e le sue zuppe, le sue frittate e i suoi dolci fatti solo con ciś che c’è in in casa e nulla più.
C’era papł Burambini, con la testa fra le nuvole, falegname, ciabattino, pittore, burattinaio, marionettista e forse un po’ mago.
C’era zio Burambini, sempre appena arrivato o gił in partenza, con la sua valigia indistruttibile da cui uscivano sempre oggetti e storie stravaganti
C’era nonna Burambini, sempre con un ago in mano, un filo tra le labbra, la sua borsa colorata da cui tirava fuori sempre e solo cose utili nei modi più impensabili e soprattutto con i suoi racconti e le sue fiabe.
C’era nonno Burambini, con le mani che sembravano sporche di terra anche se se le era appena lavate quasi come se la terra facesse pparte di lui.
E c’erano poi le cugine Burambini, quelle che non buttavano mai niente, quelle che stavano ad osservare tutti per imparare sempre qualcosa di nuovo, quelle che non si annoiavano mai perchè inventrasi nuovi giochi è più divertente che rigiocare quelli vecchi, quelle che guardando una bottiglia vedevano un pirata ed osservando un bigodino avevano gił in mente una danzatrice araba.
Ma c’erano poi davvero?
O forse ci sono ancora?

Da mercoledō 24 a sabato 27
dalle 15 alle 16,30 Cortile Fenulli



Bènèdicte Holvoote

Bènèdicte Holvoote, della compagnia
Les Estropies
insegnerà
a mettere in scena la storia di Mordicus
solo a
chi l’avrł imparata a memoria
previamente!

questo è il testo da imparare
Io, Mordicus, quel giorno lì, ho cominciato col perdere un dente.
Un dente davanti. Un bel mattino, svegliandomi.
Automaticamente ho spinto il dente con la lingua ed il dente è caduto.
Mia moglie mi ha guardato.
-
Mordicus, col tuo dente in meno, sei veramente troppo brutto, ti lascio.
Ha preso baracca e burattini ed è scomparsa.
Meno di un’ora dopo, squillava il telefono, era l’avvocato di mia moglie.
-
Signor Mordicus, fatta eccezione per il suo spazzolino da denti, tutto ciś che si trova a casa sua è oramai proprietł di sua moglie, poichè è evidente, signor Mordicus, che col suo dente in meno otterrà il divorzio a spese vostre. Senza perdere tempo ed in tutta leggittimità la sua moglie ha dunque appena venduto la casa, quindi un camion da trasloco si porterà via tutti i beni che vi si trovano e che ormai le appartengono.
Non ho avuto il tempo di riattaccare che il camion stava gi
à parcheggiando davanti alla casa.
Tre energumeni dall’aria minacciosa sono entrati gonfiando i pettorali.
-
Ti conviene rigare dritto, prima di essere ridotto in poltiglia, mouncolo con un dente in meno.
Allora, io, Mordicus, me ne sono andato senza chiedere il resto ed ho camminato sulla lunga strada. Alla fine della lunga strada, ho incontrato un vagabondo, il quale vagabondo si rivolto al vagabondo che ero diventato.
-
Vieni compagno, mi ha detto,sei veramente troppo brutto col tuo dente in meno ma voglio consolarti, ho una bottiglia clamorosa, ce la svuotiamo tutt’e due.
Ci siamo seduti in un fosso, ci siamo svuotati tutt’e due la bottiglia clamorosa. L’acquavite era talmente forte che non c’è voluto molto tempo perchè mi addormentasse. Quando mi sono svegliato il mio compagno non c’era più.
Aveva preso i soldi che mi erano rimasti, e la mia giacca, e la mia cintura,le mie
scarpe, e pure la camicia.
Ed è a quel punto che mi sono reso conto di quanto facesse freddo, a dirla tutto gelava da intirizzir le pietre.
Era calata la notte. Lassù in alto, brillava la luna circondata da tante stelle.
Tutti quegli astri formavano un sontuso quadro.
Allora, io, Mordicus, ho contemplato senza fine quel sontuso quadro ed ho provato una gioia celeste.

Scritto da Paul Emond, tradotto da Cristiana Daneo.

A sorpresa!


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