IMMAGINI dell'INTERNO XV Festival Internazionale Teatro di Figura Pinerolo 2009

La Compagnia,
fondata nel 2002 da Alessandra Amicarelli
(scenografa-marionettista) e Julie Linquette
(drammaturga), E' anche composta da Francesca
Casolani (pittrice-performer) e Maria Celeste Taliani
(video-artista). Uniscono le loro estetiche per
creare insieme spettacoli, performances e
installazioni di teatro di figura, con un’attenzione
particolare ai linguaggi artistici contemporanei e
alle forme sceniche sperimentali. In quanto medium
artistico, la marionetta, o figura, esprime le nostre
emozioni e i nostri pensieri. In quanto oggetto
infuso di anima, riflette tanti dei nostri miti,
concentra in sÅ tante delle nostre paure, delle
nostre proiezioni più primitive e riattiva il
principio fondamentale dell’immaginazione e dello
stupore.
Sabato
20 ore 24,00
Teatro del Lavoro
Dialoghi
tra città
E’
pensato come un percorso di creazione a tappe per
mettere in dialogo frammenti di
cittł diverse partendo dal punto di
vista degli abitanti: narrazioni di vissuti e
ricordi, percezioni al presente, proiezioni sul
futuro. Voci di chi in cittł Å nato, di chi l’ha vista
cambiare, di chi ne possiede la memoria
storica╔. Voci di chi Å arrivato in una
cittł
lasciando qualcosa
d’altro, di chi ha dovuto modificare la propria
percezione, le proprie abitudini, i propri punti di
riferimento╔ Voci di chi vive la
cittł
come un contenitore
di esperienze e incontri, di chi la percepisce come
casa comune, di chi la abita con attenzione e
inventiva╔ Voci che sono anche quelle
della cittł: i suoi ritmi, brontolii,
ronzii, fruscii╔ Suoni e rumori che si
intrecciano con le parole, i pensieri, le memorie di
chi anima e muove le cittł con la sua presenza. Dialoghi
tra cittł: per indagare somiglianze e
differenze tra territori distanti, ma tenuti insieme
dal continuo movimento dell’essere umano. Il progetto
prevede, per ogni tappa, una prima fase laboratoriale
e partecipativa con persone locali. Un momento
privilegiato di incontro tra artisti e cittadini, per
intrecciare un dialogo sulle esperienze di vita
cittadina, proponendo risorse espressive per dare
corpo e forma alle narrazioni raccolte. Pensato come
momento di scambio artistico e umano, il laboratorio
vuole offrire a ogni persona che vi partecipa, la
possibilitł di venire a contatto con l’arte
del teatro di marionette contemporaneo, come
linguaggio al centro delle arti: musica, pittura,
fotografia, video, scrittura, azione drammatica e
scenografica, scultura╔Un approccio pluridisciplinare
alle arti teatrali e alla narrazione in particolare.
Dopo questo primo momento di incontro, gli artisti
propongono al pubblico una scrittura scenica
(spettacolo) come restituzione dei materiali
raccolti. Una narrazione attraverso le parole, ma
anche attraverso le marionette, le immagini
fotografiche, i suoni.
Sabato
27 ore 17,00
Cortile Fenulli
Equipe
artistica
Alessandra Amicarelli (Italia):
marionettista, scenografa, regista
Julie Linquette (Francia): scrittrice
Francesca Casolani (Italia): pittrice-performer
Fabian Legay (Francia): fotografo
Simone Armini (Italia): musicista
Stefania Bettuzzi (Italia): atelierista
Bruno Mastan (Romania): attore marionettista
Daria Ganescu (Romania): attore marionettista
per adulti
30 min
L’Istituto
per i Beni Marionettistici e il Teatro
Popolare ha avviato in questi ultimi anni
un’intensa attivitł
editoriale, volta a
colmare un vuoto di studi e di documentazione.
Le collane “Linea teatrale” e “Archivio Gian Renzo
Morteo” vogliono essere uno strumento aperto per
tutti coloro che si occupano di teatro popolare, dai
burattini al circo alle molteplici forme di
teatralitł
spontanea.
Alfonso Cipolla e Giovanni Moretti presenteranno gli
ultimi volumi pubblicati:
- Paolo
Stratta,
Il teatro di strada in Italia. Una piccola tribù
corsara: dalle piazze alle piste del
circo,
prefazione di Giuliano Scabia, Titivillus, Corazzano
2008.
- Armando Mottura, Pinin Pacot,
Mayno, il brigante della Spinetta. Un soggetto
cinematografico, a cura di Giovanni Moretti,
interventi di Franco Castelli, Silvia Corsi, Franco
Prono, Seb 27, Torino 2008.
- Giulio Molnàr,
Teatro d’oggetti. Appunti,
citazioni, esercizi, raccolti
da Giulio Molnàr,
prefazione di Alfonso Cipolla, posfazione di Giovanni
Moretti, Titivillus Edizioni, Corazzano 2009.
- Mario Bianchi,
Atlante del Teatro Ragazzi in
Italia,
presentazione di
Giovanni Moretti, introduzione critica di Pier
Giorgio Nosari, Titivillus Edizioni, Corazzano 2009.
Domenica
21 ore 18,30
Teatro del Lavoro
Carlos Piñero
Miguel Oyarzùn

El
Chonchòn
Laboratorio TEATRO DI OGGETTI
ANIMATI
La compagnia in
questo laboratorio toglie il lavoro con le figure da
quell’alone di fattore puramente tecnico, che rasenta
il bricolage, per inserirlo a pieno titolo in un
lavoro di dignità teatrale in cui,
rispettando le specificitł del burattino o
della marionetta, l’elemento scenico parte dalla
persona, dall’essere umano che deve traslare
l’essenza di se stesso in un essere, di per sÄ,
inanimato. L’esperienza del duo Carlos Piñero e
Miguel Oyarzùn è delle più consolidate nel panorama
mondiale, di fatto rappresentano in ogni loro
spettacolo un pezzo delle umane debolezze viste da
un’angolazione divertita e auto ironica.Nel
laboratorio gli stagisti potranno cogliere gli
ingredienti utili per fare un teatro di figura di
altissimo livello.
Chonciśn-
è un candelabro, una scatola di pelati o di pesche
sciroppate a la quale si fa una maniglia e le si
mette all’interno una candela per illuminre il
cammino. Veniva usato dai contadini del sud del Cile,
anche se in un romanzo sulle saline del nord, si
parla anche li del Chonchśn,
un’usanza quindi che si estende a tutto il paese. Ha
anche un altro significato, quello di uno stregone
della mitologia del sud, ma la nostra
compagnōa
si chiama cosō
per
il candil. Da bambini, con mio fratello, giocavamo a
fare “chonchones”, ci nascondevamo, ci illuminavamo,
ci mettevamo ad altezze diverse. Quando venne la
democrazia, al mio ritorno dell’estero, tornai a
vivere per due anni in Cile (anche se gran parte di
questo tempo lo passai in tournèe per l’Argentina).
In quell tempo, un tal signore Avila, che lavorava
con alcolisti anonimi, ci invitś
a
fare un progetto con i suoi pazienti. Durante una
cena, parlando con lui di politica e di quanto ci
fosse difficile inserirci in Cile con i burattini, ci
disse ame e mio fratello: “Nel vostro cammino
culturale avete bisogno di un buon
“chonchòn”
per illuminarvi. E’ cosō
che
ci accorgemo che la compa¢ōa,
che fino ad allora aveva avuto un altro nome, si
sarebbe chiameata El Chonchśn.
Quando facciamo dei laboratori; diciamo che il
burattino a guanto è quello più limitato nel suo
movimento. Questo perchÅ la gente
stł
imparando a
manipolarlo. Ma man mano che ricerchiamo, quando
facciamo una scena e vogliamo che il burattino faccia
qualcosa che apparentemente non puś
perchè, per
esempio, non ha le gambe, gliele aggiungiamo e
inventiamo un giochetto perchè appaiano. E se
possiamo portarlo fuori del teatrino, lo portiamo. In
questo momento stiamo preparando uno spettacolo nel
quale un burattino deve saltare o volare, per cui
inventeremo un altro burattino con bacchette e lo
faremo saltare. Uno puś
mettere di
tutto. Con il tempo abbiamo capito che le
possibilitł
si
sono infinite.
Da
sabato 20 a mercoledì
24
Jimmy Davies
CORSO PRATICO DI INTAGLIO SU LEGNO
DI TESTA E MANI DI UN BURATTINO A GUANTO
Disegno della testa
(riflessione sul carattere) e del suo profilo da
trasferire sul pezzo di legno. Intaglio con sgorbie
che l’allievo deve procurarsi (per chi è interessato
seguiranno, a richiesta, indicazioni) rifinitura e
accenni sulla colorazione.
Da
mercoledì
24 a sabato 27
10/13 e 14/16,30 Cortile Fenulli
BIANCA E ... ANNA
IL CANTIERE DEI BURAMBINI
Nel piccolo
laboratorio della burattinaia si condurranno i
bambini nella costruzione di una figura usando
materiali dimenticati nei cassetti e nei vecchi
bauli, usando per la crazione tecniche semplici volti
a ritrovare una naturale
manualità
e
fantasia.
.......C’era
una volta la famiglia dei Burambini.
C’era mamma
Burambini con il grembiule sporco di farina e schizzi
di sugo, e le sue zuppe, le sue frittate e i suoi
dolci fatti solo con ciś che c’è in in casa e nulla
più.
C’era papł
Burambini, con la testa fra le nuvole, falegname,
ciabattino, pittore, burattinaio, marionettista e
forse un po’ mago.
C’era zio
Burambini, sempre appena arrivato o gił in partenza,
con la sua valigia indistruttibile da cui uscivano
sempre oggetti e storie stravaganti
C’era nonna
Burambini, sempre con un ago in mano, un filo tra le
labbra, la sua borsa colorata da cui tirava fuori
sempre e solo cose utili nei modi più impensabili e
soprattutto con i suoi racconti e le sue fiabe.
C’era nonno
Burambini, con le mani che sembravano sporche di
terra anche se se le era appena lavate quasi come se
la terra facesse pparte di lui.
E c’erano poi le cugine Burambini, quelle che non
buttavano mai niente, quelle che stavano ad osservare
tutti per imparare sempre qualcosa di nuovo, quelle
che non si annoiavano mai perchè inventrasi nuovi
giochi è più divertente che rigiocare quelli vecchi,
quelle che guardando una bottiglia vedevano un pirata
ed osservando un bigodino avevano gił in mente una
danzatrice araba.
Ma c’erano poi davvero?
O forse ci sono ancora?
Da mercoledō
24 a sabato 27
dalle 15 alle 16,30 Cortile
Fenulli
Bènèdicte Holvoote,
della
compagnia
Les Estropies
insegnerà
a mettere in scena la storia di Mordicus
solo a
chi l’avrł
imparata a memoria
previamente!
questo è il testo da
imparare
Io,
Mordicus, quel giorno lì,
ho cominciato col perdere un dente.
Un dente davanti. Un bel mattino, svegliandomi.
Automaticamente ho spinto il dente con la lingua ed
il dente è caduto.
Mia moglie mi ha guardato.
-Mordicus, col tuo
dente in meno, sei veramente troppo brutto, ti
lascio.
Ha preso baracca e burattini ed è scomparsa.
Meno di un’ora dopo, squillava il telefono, era
l’avvocato di mia moglie.
-Signor Mordicus,
fatta eccezione per il suo spazzolino da denti, tutto
ciś
che si
trova a casa sua è oramai
proprietł
di sua
moglie, poichè è evidente, signor Mordicus, che col
suo dente in meno otterrà
il
divorzio a spese vostre. Senza perdere tempo ed in
tutta leggittimità
la sua
moglie ha dunque appena venduto la casa, quindi un
camion da trasloco si porterà
via
tutti i beni che vi si trovano e che ormai le
appartengono.
Non ho avuto il tempo di riattaccare che il camion
stava già
parcheggiando davanti alla casa.
Tre energumeni dall’aria minacciosa sono entrati
gonfiando i pettorali.
-Ti conviene rigare
dritto, prima di essere ridotto in poltiglia,
mouncolo con un dente in
meno.
Allora, io, Mordicus, me ne sono andato senza
chiedere il resto ed ho camminato sulla lunga strada.
Alla fine della lunga strada, ho incontrato un
vagabondo, il quale vagabondo si rivolto al vagabondo
che ero diventato.
-Vieni compagno, mi
ha detto,sei veramente troppo brutto col tuo dente in
meno ma voglio consolarti, ho una bottiglia
clamorosa, ce la svuotiamo tutt’e
due.
Ci siamo seduti in un fosso, ci siamo svuotati tutt’e
due la bottiglia clamorosa. L’acquavite era talmente
forte che non c’è voluto molto tempo perchè mi
addormentasse. Quando mi sono svegliato il mio
compagno non c’era più.
Aveva preso i soldi che mi erano rimasti, e la mia
giacca, e la mia cintura,le mie
scarpe, e pure la camicia.
Ed è a quel punto che mi sono reso conto di quanto
facesse freddo, a dirla tutto gelava da intirizzir le
pietre.
Era calata la notte. Lassù in alto, brillava la luna
circondata da tante stelle.
Tutti quegli astri formavano un sontuso quadro.
Allora, io, Mordicus, ho contemplato senza fine quel
sontuso quadro ed ho provato una gioia celeste.
Scritto da Paul
Emond, tradotto da Cristiana Daneo.
A
sorpresa!