IMMAGINI dell'INTERNO XV Festival Internazionale Teatro di Figura Pinerolo 2009
Una faccenda stramba
Serve dunque una
faccenda stramba come un Festival di Teatro di Figura?
Gli stati d’animo e le emozioni, per quindici volte diverse,
fanno ormai parte del patrimonio emotivo di una cittadina
che, volente o nolente, è divenuta, nella diceria dei folli
pupazzani - burattinai o esseri simili - un piccolo grande
caposaldo dell’elegia marionettistica, un luogo riconosciuto
e additato a esempio di buon ospite dei profughi del teatro,
illusi di poesia, teatro rischiosamente sempre ammiccante
verso la scoperta di universi paralleli, succube fin
all’esaurimento di inverosimili ispirazioni: il teatro di
figura.
Sì, serve dunque una stramba faccenda se il “sempre, alla
morte, attuale” è lo spirito guida delle Genti nomade
dell’animazione dell’inanimato, giochino di parole per dire
che si sta nella sfumatura tra uomo e oggetto, sì, è
metafisica. Qui, nelle immagini dell’interno, si fa la
rivoluzione, o involuzione forse, copernicana del teatro
marionettistico: quello che fa ruotare l’universo “pubblico”
intorno a due astri, sole e terra, uomo e marchingegno.
E certo che serve, anche quando le emozioni, semplicemente,
escono dal circolo vizioso degli addetti ai moderni lucernai
delle scatole buie, dei sacerdoti del tempio per arrembare
sulle spiagge del santo teatro popolare, dove si combatte
generosamente a fil di spada per la vita di un personaggio,
di un carattere; li lottiamo contro la signora apatia, il
signor pressapochismo, la signorina ignoranza e il giovane,
ma li porta bene gli anni, pregiudizio.
Concetti insidiosi, che ti ritrovi tagliuzzatiti e
sparpagliati dove meno te lo aspetti, fin dentro le tue
mutande del tuo io; piccoli e parassiti, che vorresti
affumigare col fumo colto dello spettacolo perfetto, ma con
cui, mettiamoci l’anima in pace, dobbiamo venire a patti,
anzi annettere e ingoiare nello sforzo mascellare del
richiamo “VENITE GENTE, VENITE A VEDERE” che alla fine porta
il miracolo del teatro anche nelle piazze e nelle strade,
dove la drammaturgia si mescola e arricchisce alle storie
delle vie e del via vai, delle famiglie diligenti (portano i
figli fuori della portata delle Winds), degli anziani,
dell’immigrato solo e di quelli accompagnati con il magone
della lontananza a cui se strappi un sorriso hai già vinto.
Serve dunque, si deve ripetere? Quindici anni, altrettante
opinioni, tante chiavi di lettura. Ma in definitiva cosa ci
può aspettare di meglio che vivere attimi nella nostra vita
con gli occhi spalancati alla curiosità, allampanati per
vedere cangianti bolle d’ispirazione da cui farsi trasportare
in emozioni, sensazioni, riflessioni che ci rendano così
leggeri da divenire parte di quella palla insostenibilmente
più leggera dell’aria.
Muoviamo la nostra anima, alleniamo i nostri sentimenti, così
da non inaridire i nostri e nei nostri pensieri,
abbeveriamoli alla fonte dell’inaspettato. Uscite di casa e
fate la cosa giusta, andate a teatro, al chiuso all’aperto,
dove lo trovate: cercare è la prima delle azioni necessarie
per trovare e venire alla quindicesima edizione del Festival
Internazionale di Teatro di Figura Immagini dell’Interno
serve eccome …
Damiano Privitera
Associazione La Terra Galleggiante
Teatro del Lavoro
via Chiappero 12
Pinerolo
tel. 0121.794573
Il XV Festival nelle sue sfaccettature
Se da una parte esiste una consolidata e antica
predisposizione del teatro di figura ad un pubblico
infantile, dall’altra l’unicità di questo ruolo
sussiste più nell’immaginario comune che nella reale
offerta artistica.
In definitiva la platea non è solo familiare, ma
miscelata con chi vede nel teatro di figura un mezzo
di espressione teatrale tra i più moderni e
sorprendenti.
Sezione classica
Sezione alla quale parteciperanno importanti e
risonosciute compagnie italiane e straniere.
La tradizione migliore, quella che ancora palpita e
scuote i cuori, infantili e no, di un pubblico che
erroneamente pensava a certi spettacoli come reliquie
del passato, impossibilitati a dispensare emozioni,
allegria e attualità.
Questa
reiterazione nella confluenza dei personaggi storici
non deve svilirsi in una raffigurazione museale del
teatro tradizionale, ma anzi ne deve evidenziare, in
ogni momento, la loro perfetta contemporaneità e
modernità.
Quest’anno
la tradizione sarà sostenuta in particolar modo da
due donne, Sonia Zubiaga Hernàn della
compagnia
La
Picara Locuela (Spagna) che, non solo si avvale
di strumenti musicali della tradizione castigliana
per le musiche dal vivo nelle sue performance, ma che
fonda il suo lavoro sulla ricerca delle origini dei
burattini e sulla loro vitale attualità, e da
Valentina Paolini della compagnia
Teatrino a Due Pollici, interprete della tradizione
napoletana delle guarattelle.
Vedremo in scena lo storico personaggio dell’Emilia
Romagna, Fagiolino con la compagnia
Teatro alla Panna; e le compagnie che alla
tradizione del teatro dei burattini si sono ispirate
creando nuovi personaggi e nuove drammaturgie: la
compagnia sarda
Is Mascareddas e la argentina
El Chonchòn.
Anche la compagnia cilena
Moviendohilos attinge alla tradizione, a
quella del teatro di marionette a filo.
Fiore all’occhiello sarà la presenza del
Teatro dei sensibili/ODS di Guido Ceronetti con
I misteri
di Londra, l’ultima “tragedia per
marionette” apparsa nel teatrino d’appartamento di
Guido Ceronetti e Erica Tedeschi ad Albano di Roma
tra il 1970 e il 1981, ricreati per la nuova scena
dalla scenografa Laura Rossi (Aquilegia), per la
regia di Manuela Tamietti (Melissa).
Sezione dedicata al Teatro di Figura al
femminile
Questa sezione, che verrà
inaugurata quest’anno, ha come obiettivo quello di
rinnovare una giusta attenzione nei confronti delle
donne burattinaie, sempre più numerose. Italiane e
straniere, giovani ed esperte, presenteranno i propri
lavori accomunate dall’unico fatto di essere donne. A
questa sezione appartengono le già sopra citate
sopra
Sonia Zubiaga e Valentina Paolini, le otto marionettiste
provenienti da Barcellona che formano la
compagnia
Animata Cabaret, e le componenti delle giovani
compagnie
Nasinsù, Nevma Theatre, Le due e…un quarto, Lalumada,
il Bosco Incantato, le Strologhe e
Stultiferanavis.
Contaminazioni
Da
sempre il festival “Immagini dell’Interno” sostiene e
presta particolare attenzione a tutte le forme di
sperimentazione e contaminazione tra le arti a patto
che non prescindano da un serio lavoro sulla figura..
In questa XV edizione sarà innanzitutto la compagnia
di
Gek Tessaro che porterà in scena
l’inaspettato. Gek Tessaro, autore e illustratore di
libri per bambini, sarà presente con lo spettacolo
“Fabrizio Dipinto” con i colori
della lavagna luminosa e la musica dal vivo
dei musicisti di
ExTrapola Teatro. Tutti i brani, del grande
cantautore Fabrizio De Andrè, sono eseguiti dal vivo
dai musicisti mentre Gek Tessaro disegna dal vivo
sulla lavagna luminosa che dà vita, nella suggestiva
atmosfera del buio, a immagini che diventano magiche
scenografie e nuovi racconti. L’effetto è grandioso:
si finisce per guardare la musica e ascoltare le
immagini.
Altro spettacolo di grande impatto sarà “La leggenda
di coniglio Volante” di
Gigio Brunello della Compagnia
De Bastiani/Puche – Italia/Spagna. Lo spettacolo,
vincitore del concorso europeo
“Puppet&Music” è stato premiato “...per aver
colto una delle possibili articolazioni del rapporto
tra la ricerca musicale e l’universo dei puppet,
facendo della traccia sonora il filo conduttore di un
progetto unitario e organico, in felice equilibrio
fra tradizione e innovazione, sostenuto da una seria
riflessione teorica e da un canovaccio già ampiamente
strutturato nel quale emergono figure e motivi ben
riconoscibili dell’universo poetico di Gigio
Brunello”
Raccontare una storia togliendo la parola ai
burattini e immergendoli in un “discorso sonoro” è
una sfida che può aprire nuove possibilità di ricerca
nelle relazioni tra figure e musica, garantendone nel
contempo la pari dignità artistica.
Altra compagnia di eccellenza è quella di
Alessandro Gigli, cantastorie. Il teatro di figura
legato all’antica arte della narrazione dal vivo. Il
recupero della parola e del burattino per parlare dei
diritti dei bambini. Alessandro Gigli, noto
affabulatore della scienza nazionale, che è stato
interprete di oltre venti spettacoli per adulti e
bambini; dirige vari festival teatrali, tra cui
“Mercantia” e, inoltre, è studioso di dell’opera di
Collodi, nonché scrittore di diversi libri per
bambini tradotti in varie lingue.
Infine la compagnia
Antamapantahou porterà dalla Grecia l’incontro
tra l’arte della
pantomima e la marionetta a filo. Dal 1996 infatti si occupa
esclusivamente della manipolazione dei burattini e
utilizza appunto la pantomima come mezzo per la
narrazione e la comunicazione tra il burattinaio, il
burattino e il pubblico.
Sezione giovani compagnie
Questa
sezione è interamente dedicata alle giovani compagnie
italiane ed estere desiderose di trovare una platea
che funga da verifica dei loro primi lavori. Pensiamo
che questa sezione sia molto importante nel panorama
delle manifestazioni italiane sul teatro di figura
perchè concretizza la creatività e le aspettative che
molti giovani mettono in gioco decidendo di
intraprendere un “mestiere difficile e terribilmente
insicuro”.
Il Manifesto DOGMAR
Un premio DOGMAR
verrà dato alla compagnia che presenterà lo
spettacolo più aderente al decalogo.
I vari riconoscimenti ricevuti per il contributo di
analisi oggettiva che il progetto accoglie nello
stilare regole precise per definire il Teatro di
Figura moderno, utili a salvaguardare il linguaggio
nella sua essenza, senza darne una interpretazione
cristallizzata nel passato ma rafforzando le linee di
tendenza più contemporanee, più attive nella ricerca
di un respiro ampio, aperto, ossigenato dallo scambio
con le arti vicine